Rete scuole ecoattive
Come ho raccontato ai presenti del precedente incontro, sono stato ad una riunione (che fa parte di una serie) in cui alcuni dirigenti e professori di alcune scuole della zona (Torino e provincia) cercano di creare una rete di scuole ecoattive. Mi sono presentato come Lucio di SLiP, tanto per contestualizzare. A proporre la creazione di tale rete è il Festival CinemAmbiente. Le scuole della rete, quando la rete eventualmente esisterà, avranno bisogno di uno strumento informatico (c.d. piattaforma) per restare in contatto, per condividere esperienze e per coordinare progetti comuni. Per ragioni principalmente educative nei confronti degli studenti delle scuole, che auspicabilmente saranno chiamati a partecipare ai progetti della rete, vogliono EVITARE strumenti che li costringano a cedere i loro dati a varie multinazionali quali Facebook o Google. Per questo motivo ero stato invitato alla riunione, cioè per proporre strumenti che potessero soddisfare tali requisiti. Tuttavia, fra il giorno di dicembre in cui ero stato invitato a partecipare, ed il giorno di gennaio in cui si è tenuta la riunione, era poi emerso (a mia insaputa) che una rete del genere esiste già (ma non con quegli strumenti tecnici), quindi alla riunione sono poi stati invitati anche altri che potessero fornire opinioni su come procedere dal punto di vista organizzativo (non tecnico). L'attenzione della riunione si era quindi spostata su cosa fare, ovvero se aderire alla rete esistente o crearne una nuova, se creare una rete di reti di scuole, o creare un'associazione per coordinare la rete di reti di scuole, o altre idee, alcune più ed alcune meno ragionevoli. Poco fa sono stato contattato da Stefania Sandrone di CinemAmbiente, la quale mi ha aggiornato sugli sviluppi dopo la riunione. In pratica si sono trovati in un gruppo più ristretto, riprendendo l'idea originale ed hanno quindi bisogno di un mezzo per coordinarsi durante la creazione di questa rete. Parentesi con mia opinione personale: in effetti, anche se una rete simile esiste già, nulla vieta di crearne un'altra, magari con caratteristiche anche solo leggermente diverse, tanto è impensabile coordinare su un'unica rete tutte le scuole della provincia su un progetto comune. Le singole scuole sceglieranno poi se entrare a far parte di una, dell'altra, di entrambe, di nessuna delle due o di altre reti che immancabilmente nasceranno e moriranno come questa. Fine della parentesi. Stefania mi ha quindi chiesto un appuntamento via Skype con Gaetano Capizzi (presidente di CinemAmbiente), per capire come muoversi dal punto di vista tecnico, perché allo stato attuale la rete non esiste ancora, ma sarebbe bello iniziare ad usare uno strumento, utile per scambiarsi le idee, che poi potrà evolversi nella piattaforma di condivisione inizialmente ipotizzata. Naturalmente lo strumento che proporrò, per ora, sarà una semplice mailing list dedicata a loro, del tutto analoga alla nostra lista SLiP che state leggendo in questo istante. Hosting e gestione di questa nuova mailing list saranno ufficialmente forniti da SLiP e praticamente operati da me. In futuro la mailing list potrà diventare un social network (un pod di Diaspora), ma quello prevede un server dedicato, quindi dei costi vivi e quindi anche qualcuno che metta i soldi necessari. Se ne parlerà se e quando diventerà necessario. Per adesso a loro non lo propongo.
Ciao Lucio, sembra una bella iniziativa, complimenti. Direi che in generale nessuno usa più i forum, ma in questo caso specifico non potrebbero essere uno strumento adatto? Non si possono considerare l'anello evolutivo tra mailing list e social network? Ldvp Il gio 23 gen 2020, 12:42 Lucio via SLiP < slip@liszt.softwareliberopinerolo.org> ha scritto:
Come ho raccontato ai presenti del precedente incontro, sono stato ad una riunione (che fa parte di una serie) in cui alcuni dirigenti e professori di alcune scuole della zona (Torino e provincia) cercano di creare una rete di scuole ecoattive.
Mi sono presentato come Lucio di SLiP, tanto per contestualizzare. A proporre la creazione di tale rete è il Festival CinemAmbiente.
Le scuole della rete, quando la rete eventualmente esisterà, avranno bisogno di uno strumento informatico (c.d. piattaforma) per restare in contatto, per condividere esperienze e per coordinare progetti comuni.
Per ragioni principalmente educative nei confronti degli studenti delle scuole, che auspicabilmente saranno chiamati a partecipare ai progetti della rete, vogliono EVITARE strumenti che li costringano a cedere i loro dati a varie multinazionali quali Facebook o Google.
Per questo motivo ero stato invitato alla riunione, cioè per proporre strumenti che potessero soddisfare tali requisiti. Tuttavia, fra il giorno di dicembre in cui ero stato invitato a partecipare, ed il giorno di gennaio in cui si è tenuta la riunione, era poi emerso (a mia insaputa) che una rete del genere esiste già (ma non con quegli strumenti tecnici), quindi alla riunione sono poi stati invitati anche altri che potessero fornire opinioni su come procedere dal punto di vista organizzativo (non tecnico).
L'attenzione della riunione si era quindi spostata su cosa fare, ovvero se aderire alla rete esistente o crearne una nuova, se creare una rete di reti di scuole, o creare un'associazione per coordinare la rete di reti di scuole, o altre idee, alcune più ed alcune meno ragionevoli.
Poco fa sono stato contattato da Stefania Sandrone di CinemAmbiente, la quale mi ha aggiornato sugli sviluppi dopo la riunione. In pratica si sono trovati in un gruppo più ristretto, riprendendo l'idea originale ed hanno quindi bisogno di un mezzo per coordinarsi durante la creazione di questa rete.
Parentesi con mia opinione personale: in effetti, anche se una rete simile esiste già, nulla vieta di crearne un'altra, magari con caratteristiche anche solo leggermente diverse, tanto è impensabile coordinare su un'unica rete tutte le scuole della provincia su un progetto comune. Le singole scuole sceglieranno poi se entrare a far parte di una, dell'altra, di entrambe, di nessuna delle due o di altre reti che immancabilmente nasceranno e moriranno come questa. Fine della parentesi.
Stefania mi ha quindi chiesto un appuntamento via Skype con Gaetano Capizzi (presidente di CinemAmbiente), per capire come muoversi dal punto di vista tecnico, perché allo stato attuale la rete non esiste ancora, ma sarebbe bello iniziare ad usare uno strumento, utile per scambiarsi le idee, che poi potrà evolversi nella piattaforma di condivisione inizialmente ipotizzata.
Naturalmente lo strumento che proporrò, per ora, sarà una semplice mailing list dedicata a loro, del tutto analoga alla nostra lista SLiP che state leggendo in questo istante. Hosting e gestione di questa nuova mailing list saranno ufficialmente forniti da SLiP e praticamente operati da me.
In futuro la mailing list potrà diventare un social network (un pod di Diaspora), ma quello prevede un server dedicato, quindi dei costi vivi e quindi anche qualcuno che metta i soldi necessari. Se ne parlerà se e quando diventerà necessario. Per adesso a loro non lo propongo.
-- SLiP mailing list SLiP@liszt.softwareliberopinerolo.org https://liszt.softwareliberopinerolo.org/listinfo/slip
Il 23/01/20 16:30, Luca De Villa Palù via SLiP ha scritto:
Ciao Lucio, sembra una bella iniziativa, complimenti.
Speriamo. Per essere sicuro che sia una bella iniziativa aspetto di sentire se questa volta vogliono creare la rete delle reti dei consorzi di associazioni delle scuole in rete, o qualcosa di più concreto.
Direi che in generale nessuno usa più i forum, ma in questo caso specifico non potrebbero essere uno strumento adatto?
Hmmm, istintivamente direi di no: te lo vedi uno studente che per partecipare al progetto deve iscriversi ad un forum? Dallo smartphone poi? Bisognerebbe come minimo fargli prima un corso di storia dell'informatica per spiegargli cosa sia un forum... D'altra parte le email sanno già cosa sono e come si usano, anche se non sono il loro mezzo di comunicazione preferito e, per usare una mailing list, l'email è tutto quel che serve. Lo stesso discorso si applica anche alla maggior parte dei docenti.
Non si possono considerare l'anello evolutivo tra mailing list e social network?
Di certo i social sono un'evoluzione dei forum e dei blog, ma i forum non mi sembrano un'evoluzione delle mailing list. Sicuramente sono parenti, ma non credo di aver mai visto un forum sostituire una mailing list, né viceversa. Il tutto IMHO, ovviamente.
Interessante questa opzione diaspora. Non la conoscevo, ho letto qualche info (peccato però che non uso i social, non ha senso sperimentarlo!). Ho visto che in Italia ci sono pochissimi pod con pochi utenti, è perchè la cosa non ha presa da noi o perchè è recente? Ne sapete qualcosa? Non penso Lucio l'avrebbe proposto per delle scuole se fosse roba per nerd o per ultra40, ma mi chiedo appunto quanto sia agevole per chi è abituato a non dare importanza alla comprensione dello strumento che utilizza (già dover scegliere il pod, che per me è una grande libertà, può essere visto come "passaggio in più da fare=ostacolo"). Semplice riflessione. ciao ciao grande Lucio e grazie Il giorno gio 23 gen 2020 alle ore 22:54 Lucio via SLiP < slip@liszt.softwareliberopinerolo.org> ha scritto:
Il 23/01/20 16:30, Luca De Villa Palù via SLiP ha scritto:
Ciao Lucio, sembra una bella iniziativa, complimenti.
Speriamo. Per essere sicuro che sia una bella iniziativa aspetto di sentire se questa volta vogliono creare la rete delle reti dei consorzi di associazioni delle scuole in rete, o qualcosa di più concreto.
Direi che in generale nessuno usa più i forum, ma in questo caso specifico non potrebbero essere uno strumento adatto?
Hmmm, istintivamente direi di no: te lo vedi uno studente che per partecipare al progetto deve iscriversi ad un forum? Dallo smartphone poi? Bisognerebbe come minimo fargli prima un corso di storia dell'informatica per spiegargli cosa sia un forum... D'altra parte le email sanno già cosa sono e come si usano, anche se non sono il loro mezzo di comunicazione preferito e, per usare una mailing list, l'email è tutto quel che serve.
Lo stesso discorso si applica anche alla maggior parte dei docenti.
Non si possono considerare l'anello evolutivo tra mailing list e social network?
Di certo i social sono un'evoluzione dei forum e dei blog, ma i forum non mi sembrano un'evoluzione delle mailing list. Sicuramente sono parenti, ma non credo di aver mai visto un forum sostituire una mailing list, né viceversa.
Il tutto IMHO, ovviamente. -- SLiP mailing list SLiP@liszt.softwareliberopinerolo.org https://liszt.softwareliberopinerolo.org/listinfo/slip
Diaspora l'ho usato tanti anni fa, carino, molto pulito. L'unico vero contro che vedo è che la gente sicuramente si aspetta di poterlo usare dal cellulare e non sono sicurissimo esistano app pubblicate sui vari store. Molto probabilmente è responsive e quindi potrebbero usarlo comunque. Il giorno ven 24 gen 2020 alle ore 09:09 Alessandra Neve via SLiP < slip@liszt.softwareliberopinerolo.org> ha scritto:
Interessante questa opzione diaspora. Non la conoscevo, ho letto qualche info (peccato però che non uso i social, non ha senso sperimentarlo!).
Ho visto che in Italia ci sono pochissimi pod con pochi utenti, è perchè la cosa non ha presa da noi o perchè è recente? Ne sapete qualcosa? Non penso Lucio l'avrebbe proposto per delle scuole se fosse roba per nerd o per ultra40, ma mi chiedo appunto quanto sia agevole per chi è abituato a non dare importanza alla comprensione dello strumento che utilizza (già dover scegliere il pod, che per me è una grande libertà, può essere visto come "passaggio in più da fare=ostacolo"). Semplice riflessione.
ciao ciao grande Lucio e grazie
Il giorno gio 23 gen 2020 alle ore 22:54 Lucio via SLiP < slip@liszt.softwareliberopinerolo.org> ha scritto:
Il 23/01/20 16:30, Luca De Villa Palù via SLiP ha scritto:
Ciao Lucio, sembra una bella iniziativa, complimenti.
Speriamo. Per essere sicuro che sia una bella iniziativa aspetto di sentire se questa volta vogliono creare la rete delle reti dei consorzi di associazioni delle scuole in rete, o qualcosa di più concreto.
Direi che in generale nessuno usa più i forum, ma in questo caso specifico non potrebbero essere uno strumento adatto?
Hmmm, istintivamente direi di no: te lo vedi uno studente che per partecipare al progetto deve iscriversi ad un forum? Dallo smartphone poi? Bisognerebbe come minimo fargli prima un corso di storia dell'informatica per spiegargli cosa sia un forum... D'altra parte le email sanno già cosa sono e come si usano, anche se non sono il loro mezzo di comunicazione preferito e, per usare una mailing list, l'email è tutto quel che serve.
Lo stesso discorso si applica anche alla maggior parte dei docenti.
Non si possono considerare l'anello evolutivo tra mailing list e social network?
Di certo i social sono un'evoluzione dei forum e dei blog, ma i forum non mi sembrano un'evoluzione delle mailing list. Sicuramente sono parenti, ma non credo di aver mai visto un forum sostituire una mailing list, né viceversa.
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-- Davide Corio enlightx@gmail.com
Il 24/01/20 14:05, Davide Corio via SLiP ha scritto:
poterlo usare dal cellulare e non sono sicurissimo esistano app pubblicate sui vari store.
come no... ce ne sono diverse a partire da quella che si chiama appunto Diaspora; e poi AndRoot, Dandelion e Disroot piu' forse qualche app che permette di accedere sia a Diaspora che ad altre reti sociali. E poi certamente si puo' anche accedere ai pod dal client web. ciao AP
Mi pare però non siano disponibili sugli store ufficiali, giusto? Cosa che potrebbe scoraggiare le persone. Il giorno ven 24 gen 2020 alle ore 17:33 Andrea Primiani via SLiP < slip@liszt.softwareliberopinerolo.org> ha scritto:
Il 24/01/20 14:05, Davide Corio via SLiP ha scritto:
poterlo usare dal cellulare e non sono sicurissimo esistano app pubblicate sui vari store.
come no... ce ne sono diverse a partire da quella che si chiama appunto Diaspora; e poi AndRoot, Dandelion e Disroot piu' forse qualche app che permette di accedere sia a Diaspora che ad altre reti sociali. E poi certamente si puo' anche accedere ai pod dal client web.
ciao AP
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Il 24/01/20 17:37, Davide Corio via SLiP ha scritto:
Mi pare però non siano disponibili sugli store ufficiali, giusto? Cosa che potrebbe scoraggiare le persone.
l'app ufficiale e' il primo risultato sul Play Store Google. Per le altre: insegnare ad usare F-Droid non mi pare inutile. ciao AP
La prima che trovi su play.google.com non è purtroppo un app ufficiale, a discapito del nome. ho trovato la pagina sul wiki che le elenca: https://wiki.diasporafoundation.org/Third_party_projects Come dici tu bisogna passare da F-Droid Non ho ancora verificato iOS PS: sviluppare un app android/ios che apre una pagina web è semplice e potremmo farlo come SLiP a scopo educativo :) Il giorno ven 24 gen 2020 alle ore 18:37 Andrea Primiani via SLiP < slip@liszt.softwareliberopinerolo.org> ha scritto:
Il 24/01/20 17:37, Davide Corio via SLiP ha scritto:
Mi pare però non siano disponibili sugli store ufficiali, giusto? Cosa che potrebbe scoraggiare le persone.
l'app ufficiale e' il primo risultato sul Play Store Google. Per le altre: insegnare ad usare F-Droid non mi pare inutile.
ciao AP
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Il 24/01/20 18:50, Davide Corio via SLiP ha scritto:
Non ho ancora verificato iOS
PS: sviluppare un app android/ios che apre una pagina web è semplice e potremmo farlo come SLiP a scopo educativo :)
per tornare all'origine della sequenza, se lo scopo e' quello di offrire uno spazio per un gruppo di persone che devono discutere tra loro ed eventualmente passarsi dei materiali, mi sembrerebbe piu' adatto Mattermost di Diaspora. Vedi un'istanza di esempio in https://framateam.org/login anche questo puo' essere ospitato in locale. ciao AP
Il 25/01/20 11:29, Andrea Primiani via SLiP ha scritto:
per tornare all'origine della sequenza, se lo scopo e' quello di offrire uno spazio per un gruppo di persone che devono discutere tra loro ed eventualmente passarsi dei materiali, mi sembrerebbe piu' adatto Mattermost di Diaspora. Vedi un'istanza di esempio in
anche questo puo' essere ospitato in locale.
ciao AP
Grazie, non lo conoscevo e a vederlo così non è niente male. Ne approfitto per chiederti informazioni. Secondo te per quali caratteristiche è più indicato rispetto a Diaspora?
Ciao, segnalo anche Moodle, che è una piattaforma orientata alle scuole che contiene delle funzionalità tipo una chat ed un blog, ma forse è più adatto all'uso su un PC e non permette di creare una vera e propria rete di utenti come intendete voi. Scusa, mi spiegheresti cosa vuol dire </victimhood> (sembra un tag html)? https://it.wikipedia.org/wiki/Moodle
Ciao Mauro,
Ciao, segnalo anche Moodle,
sì lo conosco, ma trattandosi di rete di scuole non credo sia particolarmente adatto.
Scusa, mi spiegheresti cosa vuol dire </victimhood> (sembra un tag html)?
XD sì, sembra e la cosa è voluta, perché è lì per richiamare lo stesso motivo per cui si usano i tag HTML, ovvero per arricchire di significato la porzione di file HTML che quel tag racchiude. Quando però viene usato in questa maniera molto nerd all'interno di un messaggio email o simili, invece che all'interno di un vero file HTML, si ha il vantaggio di poter usare qualsiasi nome di tag (victimhood in HTML non esiste) e si sceglie tipicamente un nome che richiami lo stato d'animo, l'atteggiamento o l'intenzione che, chi scrive, vuole comunicare in quel paragrafo di testo. <perfarlabreve> È un modo nerd di descrivere atteggiamenti, stati d'animo o intenzioni </perfarlabreve> Allo stesso modo in cui si usano i veri tag HTML, anche questi finti tag prevedono apertura e chiusura. Come in HTML, la chiusura è lo stesso nome di tag, che però inizia per "</", così da tracciare i confini, per chi legge, entro i quali quel tag ha effetto. Nel caso specifico poi, dato che la traduzione dall'inglese di "victimhood" è "vittimismo", il tag dovrebbe rendere chiaro il fatto che stavo volontariamente facendo la vittima quando ho scritto quel paragrafo. A volte, nel caso in cui il livello di nerditudine non sia sufficientemente elevato, ci divertiamo anche ad aggiungere al tag quello che in HTML sono gli attributi, che modificano un po' il significato predefinito del tag. Anche in questo caso i nomi sono assolutamente liberi e di fantasia, a seconda di cosa meglio si adatta al contesto: <nerdiness level="highest"> E tutto ciò per noi nerd è molto divertente XD </nerdiness> :wq
Grazie, avevo immaginato qualcosa del genere, un modo simpatico di aggiungere emotività ad un messaggio, ma non lo avevo mai visto fatto così. :-)
Il 26/01/20 21:59, Lucio via SLiP ha scritto:
approfitto per chiederti informazioni. Secondo te per quali caratteristiche è più indicato rispetto a Diaspora?
Nell'ottica di usare strumenti che fanno bene una sola cosa, Mattermost e' come Slack. O come un gruppo FB senza tutto il contorno. Io l'ho usato come supporto per un corso online (anzi, in VR) e mi sono trovato bene perche' tutto quello che riguarda il gruppo e' ben collegato e facile da consultare. Senza parlare della privacy. Se l'intento e' anche didattico, nel senso di far conoscere alternative a.... forse usare Diaspora ha piu' senso in quanto offre alternativa ad un servizio piu' usato e pervasivo come FB nel suo insieme. ciao AP
Il 24/01/20 09:09, Alessandra Neve via SLiP ha scritto:
Interessante questa opzione diaspora. Non la conoscevo, ho letto qualche info (peccato però che non uso i social, non ha senso sperimentarlo!).
La domanda sorge spontanea: perché non usi i social? Sospetto che i motivi per cui non li usi siano proprio i motivi che hanno portato alla creazione di Diaspora e quindi per te Diaspora potrebbe essere il social ideale. È solo una mia sensazione, ovviamente sta a te dire se sia veramente così o no.
Ho visto che in Italia ci sono pochissimi pod con pochi utenti,
A giudicare da quanto riporta il sito podupti.me (elenco di pod attualmente attivi), la situazione italiana, pur essendo meno viva delle altre grandi nazioni europee, non sembra essere così tragica, se confrontata per esempio con la Cina, la Corea e Taiwan, che dal punto di vista tecnologico non sono certo indietro, ma su Diaspora hanno meno pod e meno utenti di noi. Certo, il numero di utenti di Diaspora non regge nemmeno il confronto con quelli di Facebook o Instagram e neppure con quello dell'ormai defunto Google Plus, ma l'obiettivo non è reggere il confronto sui numeri.
è perchè la cosa non ha presa da noi o perchè è recente? Ne sapete qualcosa?
Diaspora esiste da 10 anni, non la definirei recente. Il motivo per cui gli utenti ed i pod sono pochi (se confrontati con i social più famosi), secondo me, è lo stesso per cui gli utenti Linux su PC sono pochi: serve un passaggio in più, c'è un ostacolo, che porta solo i veramente motivati a sceglierlo.
Non penso Lucio l'avrebbe proposto per delle scuole
In realtà non l'ho ancora proposto a nessuno, l'ho solo detto a voi: prima di proporlo alle scuole devo capire se ha senso in base a quel che realmente vogliono fare.
se fosse roba per nerd o per ultra40,
<victimhood mode="pedantic"> Ok, mi stai bullizzando, ma lo accetto, voglio dire, lo subisco da quando avevo 12 anni ed ero già nerd, adesso che ne ho più di 40 la situazione non può che accentuarsi, essendoci una ragione in più: chiaramente gli over40 sono un mondo a parte che non saprà mai entrare in comunicazione con i nativi digitali. Sono già pronto per quando sarò over60 e si aggiungerà la demenza senile. </victimhood> Tranquilla, non me la sono presa davvero: penso che la discriminazione, in molti casi, sia la scelta più sensata, anche nei casi in cui la discriminazione colpisce me. Infatti non avrei mai pensato di proporre Diaspora a dei docenti non nerd, proprio per questioni di diffuso pregiudizio nei confronti del software libero e dei nerd come me, pregiudizio che costa caro eliminare e che quindi è meglio accettare pur di far passare il messaggio, se non fossero stati loro stessi a chiedermi una piattaforma di condivisione online che gli permettesse di restare padroni dei loro dati.
ma mi chiedo appunto quanto sia agevole per chi è abituato a non dare importanza alla comprensione dello strumento che utilizza (già dover scegliere il pod, che per me è una grande libertà, può essere visto come "passaggio in più da fare=ostacolo"). Semplice riflessione.
Sorprendentemente (?) pare che almeno alcuni (in realtà non così pochi) professionisti della pubblica istruzione svolgano il proprio mestiere con passione e che quindi, in nome della formazione, siano disposti a fare un paio di click in più. O almeno questo è quanto mi sembra di aver colto dalle prime interazioni, ma vi aggiornerò appena avrò novità del caso specifico. Comunque il pod non dovrebbero sceglierlo, ma dovrebbero solo usarlo. La mia proposta non sarebbe aggregarsi ad un pod esistente, ma creare un pod dedicato alla la rete di scuole ecoattive, su un server dedicato, pagato dalla rete di scuole stessa. La parte tecnica di gestione del pod sarebbe in capo a SLiP (lo farei io e chiunque altro voglia eventualmente aggregarsi). In questo modo i dati resterebbero inequivocabilmente di loro proprietà. Il tutto ad oggi ovviamente è solo un'ipotesi.
Mi fai sempre schiantare dal ridere Lucio, troppo forte! Il giorno dom 26 gen 2020 alle ore 21:25 Lucio via SLiP < slip@liszt.softwareliberopinerolo.org> ha scritto:
La domanda sorge spontanea: perché non usi i social? Sospetto che i motivi per cui non li usi siano proprio i motivi che hanno portato alla creazione di Diaspora e quindi per te Diaspora potrebbe essere il social ideale.
Avrai sicuramente ragione sull'uso dei social parleremo a voce e cercherò di chiarire con te e me stessa cosa mi opprime di quel mondo(!). A giudicare da quanto riporta il sito podupti.me (elenco di pod
attualmente attivi), la situazione italiana, pur essendo meno viva delle altre grandi nazioni europee, non sembra essere così tragica, se confrontata per esempio con la Cina, la Corea e Taiwan, che dal punto di vista tecnologico non sono certo indietro, ma su Diaspora hanno meno pod e meno utenti di noi.
Certo, il numero di utenti di Diaspora non regge nemmeno il confronto con quelli di Facebook o Instagram e neppure con quello dell'ormai defunto Google Plus, ma l'obiettivo non è reggere il confronto sui numeri.
è perchè la cosa non ha presa da noi o perchè è recente? Ne sapete qualcosa?
Diaspora esiste da 10 anni, non la definirei recente. Il motivo per cui gli utenti ed i pod sono pochi (se confrontati con i social più famosi), secondo me, è lo stesso per cui gli utenti Linux su PC sono pochi: serve un passaggio in più, c'è un ostacolo, che porta solo i veramente motivati a sceglierlo.
Per le mie valutazioni su Diaspora (pochi utenti, recente, ecc.), chiedo venia, non ho specificato che sarebbero sempre state valutazioni di una perfetta ignorante in materia. Avrei dovuto aggiungere più "Mi sembra che...", non intendevo dar l'idea di avere un'opinione seria e credibile sulla questione...
In realtà non l'ho ancora proposto a nessuno, l'ho solo detto a voi:
Lo so che non l'hai proposto alle scuole. Ma ci hai pur sempre detto che avresti anche potuto un domani, forse, chissà, a determinate condizioni, prendere in considerazione l'idea di farlo! Per me = hai proposto a noi che avresti potuto proporlo a loro = l'hai proposto per delle scuole. Perdonami, per me il tuo livello di precisione è davvero ingegneristico, abbia pazienza io hippy-alice-nel-paese-delle-meraviglie uso la proprietà transitiva con le parole in modo un po' ampio ah ah aha ah ah ah, giuro faccio meaculpa.
se fosse roba per nerd o per ultra40,
Tranquilla, non me la sono presa davvero: penso che la discriminazione, in molti casi, sia la scelta più sensata, anche nei casi in cui la discriminazione colpisce me.
Certo, immagino comunque scusa se ti è parso che usassi i termini con toni discriminatori, per me non è discriminazione nè chiamarsi nerd nè ultra40enni. D'altra parte uso linux e ho più di 40 anni pure io...Ho più un atteggiamento "capiamo le motivazioni" e concordo con te sul fatto che siamo in pochi (nevvero!) a usare linux perchè la percezione è che sia più complicato e quindi è normale siano in pochi a usare diaspora, e mi chiedevo se poteva essere per lo stesso motivo. Utilizzare il cervello non è roba da nerd o da ultra40 enni....ma io semplifico sempre un po'.
Sorprendentemente (?) pare che almeno alcuni (in realtà non così pochi) professionisti della pubblica istruzione svolgano il proprio mestiere con passione e che quindi, in nome della formazione, siano disposti a fare un paio di click in più. O almeno questo è quanto mi sembra di aver colto dalle prime interazioni, ma vi aggiornerò appena avrò novità del caso specifico.
Già, per fortuna ci sono molte persone che insegnano entusiaste e
appassionate a quello che fanno (lo so bene per le mie attività sulla cultura di genere e il rispetto delle differenze!!!:), infatti il mondo è meraviglioso e le cose belle sono dietro l'angolo. Yeah peaceandlove.
Comunque il pod non dovrebbero sceglierlo, ma dovrebbero solo usarlo. La mia proposta non sarebbe aggregarsi ad un pod esistente, ma creare un pod dedicato alla la rete di scuole ecoattive, su un server dedicato, pagato dalla rete di scuole stessa. La parte tecnica di gestione del pod sarebbe in capo a SLiP (lo farei io e chiunque altro voglia eventualmente aggregarsi). In questo modo i dati resterebbero inequivocabilmente di loro proprietà.
Grazie del lavoro, attendiamo eventuali aggiornamenti. ciao ciao
Eccomi con gli aggiornamenti. Martedì ho fatto un'ora e mezza di chiamata Skype con quelli di Cinemambiente, per capire cosa vogliono fare e di conseguenza cosa proporre. Loro vorrebbero fare un coordinamento di reti di scuole ecoattive. Tadadadaaaa. (cioè: Sol Sol Sol Miiiii (bemolle)). Sì, è proprio l'incipit della quinta di Beethoven. Ed è quasi un peccato che Stanley Kubrick (no, il cubo di Rubik non c'entra niente) abbia affidato alla nona di Beethoven, anziché alla quinta, il compito di aiutare la narrazione delle malefatte di Alex in Arancia Meccanica, altrimenti io adesso mi sentirei quasi (e dico QUASI) autorizzato ad emulare Alex e scatenare la bestia che è in me. Va altresì ricordato che la scelta della nona è di Anthony Burgess, autore del libro, mentre a Kubrick, pace all'anima sua ed a quella di Burgess, va tutta la mia riconoscenza per aver tenuto fede al racconto originale. Che non ho mai letto. Scusate, adesso faccio una pausa, risolvo il cubo di Rubik e torno alle scuole ecoattive. Come sembrava chiaro già alla riunione di Torino, l'intenzione di Cinemambiente è quella di creare un coordinamento di reti di scuole. Qualsiasi cosa ciò voglia dire. La mia ipotesi è che lo facciano per poi partecipare a grandi bandi con grandi progetti, a cui parteciperebbero tante scuole, ed ottenere così grandi finanziamenti, ma è solo una mia ipotesi. Ad ogni modo, chiarite le intenzioni operative contingenti, ovvero poter comunicare senza cedere i dati a Google o Facebook, gli ho proposto la creazione di una mailing list, come da previsioni. Hanno accettato, quindi ufficialmente SLiP fornirà a Cinemambiente il servizio di mailing list, ovviamente gratis, e spiegherà a loro come usarla, ovviamente gratis, incluso l'aspetto della moderazione dei messaggi che a loro interessa. Appena ho tempo configuro il dominio che hanno appositamente acquistato e li chiamo per spiegargli tutto. Per tutto il resto (Diaspora, Mattermost), gli ho accennato le possibili soluzioni, specificando che sceglierne una per ora è prematuro, e loro hanno detto che le faranno esplorare dai tecnici interni dell'Avogadro.
partecipanti (6)
-
Alessandra Neve -
Andrea Primiani -
Davide Corio -
Luca De Villa Palù -
Lucio -
Mauro .