Il 20/10/20 18:49, Andrea Primiani via SLiP ha scritto:
Il 19/10/20 22:40, Lucio Crusca ha scritto:
mi piacerebbe fare un incontro su come il linguaggio inclusivo stia influenzando anche l'evoluzione tecnologica ed informatica
Avete gia' visitato il sito https://www.italianoinclusivo.it/ ?
Non sapevo esistesse. Mi pare che si basi su un'idea poco praticabile, ma chissà cosa ci riserva il futuro.
Per PC in verita' ci sono solo le istruzioni per Win (e te pareva) e mi piacerebbe integrare con quelle per Linux ma da solo non ci sono arrivato.
Qualcunǝ m'aiuta?
Premi Ctrl + Shift + U. Appare una _u_ sottolineata. Ora digita il codice Unicode del glifo che vuoi ottenere. Nel caso della ǝ il codice è 01dd, nel caso della з il codice è 0417 (credo, ma non so se sia veramente la Ze cirillica quella che si intende usare); per gli altri cerca online, si trovano tutti. Infine premi Invio ed il tutto viene sostituito dal glifo corrispondente. Funziona con tutta la tabella Unicode, supponendo che il font che stai utilizzando contenga il glifo di cui inserisci il codice. Mi pare non funzioni su KDE, ma non sono sicuro. Detto questo, io penso che il male non sia la pianta di canapa, ma un particolare uso che si fa della canapa. Allo stesso modo, penso che non sia la lingua italiana in sé a discriminare, ma l'uso che a volte si fa della lingua italiana. In italiano esiste la categoria grammaticale del genere, che può essere maschile o femminile, ma la stessa cosa esiste nella maggior parte delle lingue mondiali, molte delle quali hanno anche altri generi (tipo il neutro del latino o le decide di generi delle lingue bantu). In grammatica i generi esistono perché sono utili per capirsi. Pensare di rimuoverli significa impoverire la lingua, toglierle potenziale comunicativo ed in ultimo renderla più complicata e meno comprensibile, perché è una lingua nata con i generi e quindi possiede tutta una serie di regole, che i nativi di quella lingua hanno interiorizzato imparandola da piccoli, che dipendono dal genere. In inglese, per esempio, a parte poche parole (he, she, it, Mr, Miss, ...), non esiste il genere. In inglese è quindi relativamente meno invasivo togliere il genere (ma anche lì i problemi che si creano non sono pochi). In italiano invece è una tragedia in tre atti dove alla fine muoiono tutti e nessuno ci guadagna nulla, perché gli omofobi da una parte ignoreranno completamente questa proposta e dall'altra continueranno ad esistere anche se questa proposta dovesse diventare la nuova lingua italiana. Ritengo che il il linguaggio inclusivo sia utile solo in ambiti molto specifici, come documenti ufficiali, bandi, ed altri scritti dove deve essere oltremodo esplicito che non si sta discriminando nessuno, mentre negli scritti quotidiani ad uso popolare è superfluo, fino a prova contraria. Anzi, sembra quasi una excusatio non petita, che quindi rischia di trasformarsi in una accusatio manifesta, oltre a rendere illeggibili molte parole.