Il 28/06/20 00:52, Valentino Bocchino via SLiP ha scritto:
perché come ha detto Lucio, il software libero rimane comunque vulnerabile come tutti alle falle di sicurezza, ma l'unica differenza sta nel fatto che sono tutte alla luce del sole e spesso e volentieri risolvibili facilmente e in tempi più rapidi.
Questo non l'ho detto. In parte lo condivido, ovvero il fatto che il codice sia pubblicamente disponibile va a vantaggio della rapida scoperta e correzione delle falle di sicurezza, ma il fatto che poi questa rapida scoperta e correzione materialmente si realizzi è solo una presunzione. Un famoso esempio è l'integer overflow nella funzione do_brk() del kernel linux (vedi CVE-2003-0961), che permetteva ad un utente non privilegiato di diventare root senza saperne la password. Il bug è stato segnalato e corretto nel 2003, ma era lì sotto gli occhi di tutti gli sviluppatori da circa 10 anni e nessuno se n'era accorto... Ci sono molti altri esempi, magari non eclatanti come CVE-2003-0961, ma molto più recenti e comunque di un certo "spessore", che ci impediscono di dire "libero=più sicuro".
*Ho messo questo "disclaimer", in quanto dopo l'ennesima volta che mi associo con Lucio, non vorrei che qualcuno di voi si facesse qualche idea del genere e quindi volevo preventivamente mettere le cose in chiaro (= non sono pilotato da Lucio, ma mi associo spesso alle sue idee in quanto sono molto simili alle mie e quindi mi risulta comodo)
Excusatio non petita, accusatio manifesta? Tranquillo, credo che nessuno si fosse posto il problema e poi essere d'accordo con me è abbastanza naturale, visto che ho sempre ragione... ;)