Ieri Apple ha ufficialmente presentato i nuovi modelli di Macbook con le nuove CPU ARM progettate e prodotte in casa Apple (nome commerciale di queste CPU: M1). Per ora non si trovano in giro test comparativi ripetibili ed affidabili, ma ci si accontenta delle dichiarazioni di Apple stessa: "le nuove CPU offrono il miglior rapporto prestazioni/consumo al mondo". Se si considera che le CPU ARM consumano pochissimo rispetto alle più comuni CPU Intel o AMD, tale dichiarazione è totalmente inutile, perché basterebbero le prestazioni di un vecchio Intel Atom (cioè penose) per offrire su una CPU ARM il miglior rapporto prestazioni/consumo al mondo, ma si avrebbe comunque un notebook dalle prestazioni penose. Non resta quindi che attendere i primi benchmark fra qualche giorno. Più interessante dal nostro punto di vista è invece il discorso del vendor lock-in: questi nuovi Macbook usano le stesse tecnologie degli smartphone per impedire l'installazione di sistemi operativi non autorizzati, ma lo fanno con stile, per cui i controlli sul fatto che il sistema operativo sia quello originale di Apple non avvengono solo al momento dell'accensione come per gli smartphone, ma anche mentre sono avviati (sì, proprio così, includono dell'hardware dedicato a verificare periodicamente, mentre sono accesi, che il software in esecuzione sia macOS). In altre parole scordiamoci di vedere Linux installato su uno di questi affari e probabilmente possiamo scordarci addirittura di poter fare il boot di una live di Linux, anche solo per diagnostica o recupero dati. Conclusione personale: il massimo uso che potrei fare io di una roba del genere sarebbe per navigare su internet, senza salvare nulla nella sua memoria interna, perché di questi oggetti non mi fido (così come non mi fido dello smartphone). In pratica per me sarebbe niente di più di un costosissimo ChromeBook. E probabilmente è proprio quello l'uso che Apple ha pensato per questi oggetti, solo che a 1159 euro di ChromeBook ne compro 3 (e di smartphone 6) ed avanzo ancora i soldi per un sontuoso pranzo al ristorante con mia moglie più un tampone istantaneo ciascuno (per il contagio da Covid immancabilmente contratto al ristorante). Se non altro i nuovi Macbook Air mi risparmiano il rischio di andare al ristorante a prendere il Covid...