Presenti: nessuno (tranne quei pochi che c'erano). Si sottolinea con particolare entusiasmo la presenza della guest star Enrico Agliotti, ancorché preso dal panico come un giovane nerd brufoloso alla prima esperienza sessuale. Ha ridefinito il concetto di "conclusione precoce". Presiede il Linux Day il tavolino delle tisane e del cioccolato. Nessuno ha indovinato cosa contenesse la tisana misteriosa. Comunque nessuno avrebbe potuto indovinare, dato che credo di essermela scolata tutta io. Discorso analogo per il cioccolato misterioso. Io apro il LD con un breve talk su come farsi fregare durante l'acquisto di un PC. Dopo le prime sedici ore di sermone i quattro gatti che c'erano fuggono impauriti. Probabilmente si daranno alla macchia e non ne vorranno mai più saperne di informatica. A seguire Enrico parla, alla sala vuota, della storia dell'informatica italiana. O forse delle valvole dell'ampli della chitarra. O forse in fondo le due cose coincidono. Comunque proietta la foto di Adriano Olivetti e subito dopo quella di mio zio. Non ho ancora capito come mai si conoscessero. Parallelamente nella saletta del CoderDojo Andrea Primiani contempla i possibili significati della parola "solitudine". Abbiamo così il risultato dell'esperimento di Alessandra e Gianluca circa il significato della parola "spam" (vedi verbale riunione del 18/10). Mandare articoli alla Gazzetta del profeta non serve ad una beata fava, ma è stato bello provarci. Con un impercettibile ritardo di due ore sulla tabella di marcia i soci fanno un rapido punto della situazione per capire come recuperare. Si delibera che è ora di pranzo. Arrivano i ventiquattro tranci di pizza prenotati, che si uniscono alle tre torte dolci, due torte salate, un tempura di verdure e gamberetti, una pinta di vino e sa solo Dionisio quanta altra roba. I nove presenti fanno un rapido spuntino e divorano quasi tutto. Passate le canoniche due ore attorno al tavolo, sproloquiando di tecniche di comunicazione, di politica e di altri argomenti egualmente sconosciuti ai commensali, ci si accorge che nella sala pochi impavidi visitatori si stiano chiedendo se il Linux Day sia veramente lì. Si delibera che è ora del ruttino. Davide mostra come spostare un telescopio usando solo software libero, per poter fotografare il cielo con una macchina fotografica che per funzionare deve prima essere portata a meno 40 gradi centigradi. Qualcuno sospetta che foto analoghe, probabilmente migliori, siano già disponibili su internet, ma di fronte alla necessità di spendere migliaia di euro per farsele con il PC, tutti concordano che quella sia necessariamente la soluzione corretta. Parallelamente la sala per le installazioni è affollata come la spiaggia di Rimini in una notte di gennaio. Io, Alessandro ed Alessandra ci accingiamo a fare complessi conti per stilare il bilancio della giornata. Deliberiamo che è colpa della pioggia. Alessandro va dunque a sostituire Davide al proiettore, che ormai, oltre a vedere le stelle, le produce pure. Alessandro presenta OpenCL. Mi spiace non averlo seguito, ma, nel frattempo, Valentino (il quattordicenne liceale) mi fa giustamente notare come l'associazione potrebbe avere più senso se ogni tanto organizzasse un corso Python o cose simili. Io deduco che Valentino deve aver studiato lo statuto di SLiP a memoria prima di passare da noi. Fingo dunque di conoscere Python e lo incastro nell'associazione, offrendogli un anno di iscrizione come socio onorario e convincendolo a tenere lui la prima lezione di tale corso Python. Lui pensa ancora che SLiP gli abbia fatto un favore. Giorgio, che quasi pensava di potersi defilare senza tenere il suo talk, viene bloccato da un curioso che giustamente chiede quando si parlerà di come fare le app. Si siede dunque al proiettastelle e fa il suo dovere, probabilmente millantando conoscenze non ha, ma in fondo c'è sempre qualcuno al mondo che ne sa meno di te. Durante tutta la giornata nella sala Arduino, oltre a vari led più o meno sincronizzati con improbabili coincidenze astrali, la stampante 3D stava stampando un'altra stampante 3D. In pratica è l'inizio della fine, come in Terminator: le macchine stanno imparando a riprodursi da sole. Tranquilli, probabilmente produrranno anche ciambelle. Conclusione: questo verbale non fa ridere come quello della riunione del 18/10, ma si sa, il numero 2 di un film venuto bene non è mai all'altezza del primo. E comunque ancora non si sa che fine abbiano fatto Enrico Giuliano e Loredana Lo Conte...